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La mostra “Alberto Biasi. Start up & Environment” presenta l’opera dell’artista padovano - oggi uno dei più noti e quotati artisti ottico cinetici italiani - da un punto di vista leggermente diverso rispetto alle opere che lo hanno reso famoso, come le “torsioni”, in lamelle di PVC o gli “ottico-dinamici” a sovrapposizione di pattern. Naturalmente non manca un nucleo importante di opere di questo tipo - circa una quarantina -, datate dal 1961 ad oggi, ma l’accento critico ed espositivo è posto su tutta quella serie di opere iniziali e germinali che ben pochi conoscono, e sugli ambienti realizzati tra gli anni Sessanta e Settanta.
L’interesse storico di una mostra si misura infatti anche dalla capacità di rivelare processi di pensiero diversi da quelli consueti e riconosciuti, soprattutto se – come nel nostro caso – l’artista è molto noto per alcune tipologie di opere. Così, lo spettatore si troverà di fronte opere di Alberto Biasi che non sempre “assomigliano” all’Alberto Biasi che si conosce, così
come si troverà proiettato nei suoi ambienti, riproposti per l’occasione e difficilmente visibili tutti insieme.
Dunque, in un totale di circa sessanta opere, quasi una ventina costituiscono una sorta di “Biasi segreto” o comunque poco conosciuto, dove ad esempio una certa vena dadaista e ludica – esemplificata da opere/azioni come la ricostruzione della “Mostra chiusa. Nessuno è invitato a intervenire” del 1961 o della “Mostra del pane” dello stesso anno -prende il sopravvento sulle ricerche più propriamente ottico-dinamiche, mentre la riproposizione di tre ambienti – Light Prisms del 1962-67, Orizzontale ellebi del 1967 ed Eco del 1974 – contribuisce grandemente alla conoscenza dell’arte ambientale italiana, oltre che alla spettacolarità della mostra.
Un catalogo bilingue – italiano e inglese - di oltre duecento pagine, verrà pubblicato da Silvana Editoriale: all’interno numerose immagini inedite dell’artista e delle sue installazioni, un saggio critico sugli argomenti appena descritti di Marco Meneguzzo, che è anche il curatore della mostra, e un’intervista all’artista di Teodolinda Coltellaro, nonché apparati scientifici completi e aggiornati completano la rassegna, facendo il punto su questi specifici aspetti della multiforme attività di Alberto Biasi.

Fondazione Rocco Guglielmo
Corso Mazzini 4 Catanzaro
Tel. +39 0961745517 Email: info@fondazioneroccoguglielmo.it
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